La Coop contro il lavoro nero nei campi

lavoro-nero-coop

Coop Italia ha presentato la campagna “Buoni e giusti Coop“, un progetto per contrastare il lavoro nero e le varie forme di caporalato in agricoltura.

Non è un mistero che in tante zone agricole d’Italia le leggi sul lavoro siano poco rispettate. Parliamo soprattutto delle regioni del sud – Puglia, Calabria, Sicilia – ma purtroppo anche della Lombardia, perché sui campi di pomodori, fragole, meloni, arance c’è ancora troppo nero.

La Coop ha così chiesto a tutti i suoi fornitori nazionali e locali di ortofrutta (oltre 70.000 aziende agricole) di aderire a un codice etico di rispetto delle norme sul lavoro; contemporaneamente ha affidato a una società esterna, Bureau Veritas, l’incarico di svolgere un piano di ispezioni sui fornitori, per verificare che i lavoratori non vengano sfruttati.

Il presidente di Coop Italia Pedroni ha dichiarato che fatto 100 il costo finale di frutta e verdura, il 35% va al mondo agricolo, il 37% alle intermediazioni, il 25% alla distribuzione e il restante 3% è il margine Coop. Tenuto conto che il costo del lavoro sul campo incide attorno al 40% del costo totale di produzione, è forte la tentazione di far lavorare in nero chi raccoglie la frutta.

La campagna Coop si presenta con lo slogan “Il lavoro nero dà solo pessimi frutti. Scegli i frutti della legalità”.

Scroll to top