Generazione 1.000 euro: trentenni, laureati, precari

Dieci anni fa è uscito il libro “generazione 1.000 euro” per raccontare la vita a Milano di un trentenne, laureato, in gamba, alle prese con i primi lavori e la vita a Milano.
Era una storia di lavori a progetto, stage, di uno status di precariato di cui ci si vergognava un po’, di stipendi che ad andar bene arrivavano a mille euro al mese, e della speranza di ottenere un giorno il mitico posto fisso con assunzione a tempo indeterminato, stipendio sicuro e ferie pagate.

Oggi gli stessi autori, Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, hanno fatto uscire il libro Generazione 1.000 euro Remix. Ancora una volta si parla di giovani sotto i trentanni che lavorano a Milano, ma stavolta è cambiato il contesto.

Il protagonista lavora sempre nel campo della comunicazione, fa il social media manager, uno di quei lavori che fai fatica a spiegare ai genitori (molto più chiaro dire faccio l’ingegnere o l’avvocato).

Il nostro lavoratore precario si è trasformato in un professionista a partita IVA, perché all’assunzione nel posto fisso non ci punta più; ha sempre lavorato con zero tutele e non si aspetta che questa cosa possa cambiare.
La difficoltà nel fare progetti a lungo termine, la mancanza di sicurezza, l’assenza di tutele sono diventati una cosa normale.
In questo mondo il sindacato non esiste. Le figure dominanti sono il cliente, un Dio assoluto, ed il commercialista, quello che ti guida tra i meandri di una pressione fiscale pazzesca.

Il tutto condito con stipendi non proprio da favola, tante occasioni low cost e sharing economy per far quadrare i conti. Perchè alla fine la generazione 2.0, quella dei ragazzi di oggi,  ha pochi soldi, di sicuro meno di quelli che avevano i propri genitori.

In Italia oggi ci sono circa 12 milioni di partite Iva e i liberi professionisti. Con l’evoluzione in corso del mondo del lavoro, ce ne saranno sempre di più.

1 thought on “Generazione 1.000 euro: trentenni, laureati, precari

  1. Roberto - 08/04/2017

    Io ho deciso di lasciare il posto fisso e aprire una Partita IVA. Mai stato meglio…
    Faccio il venditore e così posso lavorare per più aziende e vendere i prodotti che funzionano meglio

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