Come ottenere il pagamento del lavoro straordinario

Maria Laura Anghinelli – Avvocato del Foro di Milano

Cos’è il lavoro straordinario?

Il lavoro straordinario è la prestazione eccedente l’orario normale settimanale, fissato dalla legge in 40 ore, ovvero nella diversa eventuale durata prevista dal contratto collettivo.
Le ore di straordinario concorrono ai fini del computo della durata media dell’orario di lavoro che non può superare, per ogni periodo di 7 giorni, le 48 ore.

Il datore di lavoro può chiedere di effettuare ore di lavoro di straordinario senza limiti?

No, l’orario medio di lavoro deve essere di massimo 48 ore ogni 7 giorni ed i contratti collettivi regolamentano le modalità di esecuzione del lavoro straordinario. Se manca la pattuizione collettiva, è necessario l’accordo tra datore e lavoratore e il limite massimo è fissato in 250 ore annue, salve ipotesi eccezionali previste dalla legge.

Come deve essere retribuito lo straordinario?

Lo straordinario deve essere computato a parte e pagato con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi o con i riposi compensativi (c.d. banca delle ore).
Attenzione che ai crediti di lavoro scaturenti da lavoro straordinario si applica la prescrizione breve quinquennale ex art. 2948 c.c.

Secondo la costante giurisprudenza, “il lavoratore che agisce per ottenere il compenso per il lavoro straordinario ha l’onere di dimostrare di aver lavorato oltre l’orario normale di lavoro e, ove egli riconosca di aver ricevuto una retribuzione ma ne deduca l’insufficienza, è altresì tenuto a provare il numero di ore effettivamente svolto” (Trib. Milano, 8 maggio 2017), atteso che “al giudice dovrà essere, quindi, fornita non già genericamente la prova dell’an, di aver cioè svolto lavoro straordinario, ma anche la prova sia pure in termini minimali, della esatta collocazione cronologica delle prestazioni lavorative eccedenti il normale orario di lavoro, ovvero del quando i limiti di orario di fatto siano stati superati”. (Trib. Bari Sez. lavoro, 30/03/2017).
In altre parole, il lavoratore, se non timbra un badge o non firma un foglio presenze, deve trovare un altro modo per provare di aver fatto delle ore di lavoro straordinario, che non potrà essere esclusivamente testimoniale, attesa l’inevitabile imprecisione che caratterizza tale tipo di prova (come può un testimone ricostruire con esattezza e verità l’intera settimana lavorativa di un collega, con indicazione dei giorni e delle ore di lavoro di quest’ultimo?), ma potrà utilizzare ogni strumento utile a dimostrare la sua presenza nel luogo di lavoro in un determinato periodo di tempo (es. e-mail inviate in quell’orario; tabulati di telefonate effettuate; documenti redatti; ecc.).