L’alternanza scuola-lavoro e la caccia allo stage

Quest’anno l’alternanza scuola lavoro entra a pieno regime e riguarderà 1 milione e mezzo di studenti.
Questo significa che tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, ragazzi quindi tra i 16 e i 19 anni, dovranno fare obbligatoriamente un periodo di lavoro.

In particolare, i ragazzi degli istituti tecnici e professionali sul triennio avranno un monte ore obbligatorio totale di 400 ore e quelli dei licei di 200 ore.
Queste ore potranno essere svolte durante sia l’anno scolastico sia le vacanze, presso aziende, associazioni sportive e di volontariato, enti culturali, istituzioni e ordini professionali.
Ogni scuola (liceo o istituto tecnico o professionale) si sta attrezzando per permettere ai ragazzi di svolgere l’alternanza, ma tanti studenti si stanno dando da fare da soli, perché la caccia alle migliori opportunità è già aperta. L’alternanza è obbligatoria, altrimenti non si ottiene il diploma, quindi è facile immaginare la competizione per i posti migliori, quelli più formativi e che possono sfociare in un’offerta di lavoro a fine studi.

Un ragazzo delle superiori, soprattutto del liceo, di solito non ha molto idea di cosa sia il lavoro e non è in grado di dare un gran contributo; quindi ben venga qualsiasi lavoretto, anche il più semplice o lontano dal campo di studio, perchè è comunque l’occasione di iniziare a capire come funziona un’impresa, quali sono i ruoli, l’importanza del lavoro di tutti. Così non credo che, per esempio, mettere uno studente del liceo classico alla reception di un’officina meccanica per qualche giorno sia una perdita di tempo.

Allo stesso tempo, per chi sta in azienda, essere affiancati da un 16enne per una settimana di norma è più un impiccio che un aiuto, perchè è più il tempo che si perde a spiegare come fare una certa cosa, che il tempo che si impiegherebbe a farsela da soli. Ma prendere dei ragazzi in azienda è comunque un’occasione per vedere sul campo e magari poi scegliere i futuri assunti.

L’alternanza scuola lavoro è diversa da tirocinio, apprendistato o stage, ma prevede numeri talmente alti, un milione e mezzo di ragazzi l’anno, che sicuramente avrà un impatto sul mercato del lavoro. Tanto per fare un esempio, McDonald’s ha lanciato un programma per ospitare fino a 10.000 studenti l’anno e, considerando che l’azienda tra tempo pieno e part-time ha 20.000 dipendenti totali, viene da pensare.