Addio Voucher lavoro, benvenuto Presto!

Salutati i buoni lavoro, ecco che sono partiti i “Presto”, il nuovo sistema per retribuire le prestazioni occasionali, i cosiddetti “lavoretti”.

Con Presto il lavoro occasione prevede due formule:

  • il libretto famiglia, se il datore di lavoro è una persona fisica (che per questa prestazione non utilizza la partita iva)
  • il contratto di prestazione occasionale, se il datore di lavoro è un’azienda o un libero professionista (che per questa prestazione usa una partita iva).

Le famiglie possono usare i Presto per pagare attività tipo baby-sitter, pulizie, ripetizioni; ma non per pagare imbianchini o idraulici, per i quali serve sempre la fattura.
Le aziende possono usare i Presto solo se hanno massimo 5 dipendenti e se non operano nel settore edilizio o in appalti pubblici.

Per l’uso di libretto di famiglia e di Presto famiglie e imprese devono attivarsi sul sito dell’INPS.

Il Presto utilizzabile dalle famiglie ha un valore nominale è di 10 euro:il lavoratore incassa 8 euro, mentre a carico dell’utilizzatore ci siano 1,65 euro di contributi previdenziali, 0,25 euro di premio Inail e 0,10 di oneri gestionali.
Il Presto utilizzato dalle imprese prevede un compenso minimo orario di 9 euro, ma si dovranno pagare minimo 4 ore (quindi 36 euro) anche se quelle effettivamente lavorate saranno meno.Ai 9 euro bisogna aggiungere: il 33% di contribuzione Inps (2,97 euro), 3,5% di premio Inail (3,2 euro) arrivando così a 12,29 euro. Su questo importo si applica poi l’1% di oneri di gestione che fanno salire il costo totale minimo orario per l’utilizzatore a 12,41 euro. Quest’ultimo può riconoscere anche un importo superiore, mentre in agricoltura il minimo è più basso, e pari a quanto stabilito dai contratti collettivi.

Ogni lavoratore può incassare massimo 5.000 euro l’anno di Presto, con un limite di 2.500 per singolo utilizzatore. Chi usa i Presto per pagare, a sua volta, non può erogare più di 5.000 euro di compensi all’anno sommando tutto il personale coinvolto (il limite di 5.000 è calcolato sommando il netto incassato dal lavoratore, quindi senza contributi, premi e commissioni).

Per evitare gli abusi dei voucher, nel caso del contratto di prestazione occasionale, il lavoratore può entrare nella piattaforma INPS e confermare di aver veramente eseguito la prestazione, inibendo in tal caso la revoca da parte del committente. Nel caso che il datore di lavoro revocasse la prestazione prima della conferma, il lavoratore sarà informato tramite sms e potrà intervenire per comunicare di aver svolto l’attività, garantendosi il diritto all’accredito del compenso.

Per chi avesse ancora a casa o in azienda i vecchi voucher, questi potranno essere ancora usati per tutto il 2017.

Il nuovo contratto Presto è disponibile sul sito online dell’Inps dal 10 luglio (legge 50/2017 e successiva circolare 107/2017).